<![CDATA[ITALIAMO - Blog]]>Thu, 16 May 2024 10:51:20 -0700Weebly<![CDATA[IL LIBRO DI "OGNI PARTE DI ME" E' PRONTO E IN VENDITA!!! :)]]>Thu, 14 Oct 2021 21:53:27 GMThttp://italiamo.us/blog/il-libro-di-ogni-parte-di-me-e-pronto-e-in-vendita
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<![CDATA[Una nuova storia in rima per grandi e piccini :)]]>Thu, 14 Oct 2021 21:44:38 GMThttp://italiamo.us/blog/una-nuova-storia-in-rima-per-grandi-e-picciniIL LUNGO VIAGGIO DELLA FOGLIA
di Idilia Copertino 


Un giorno una giovane foglia 
che dondolava dolcemente sul suo albero di faggio 
all’improvviso, spinta da un forte vento, 
si staccò dal ramo e iniziò così il suo lungo viaggio.

Volò con le aquile, in alto, sulle montagne 
e volò con le rondini, in basso, nelle campagne.

Sorvolò campi di grano verde 
cosparsi di papaveri rossi 
sorvolò laghi azzurri come il cielo,
sorvolò strade e sorvolò fossi.

Sorvolò case, palazzi e giardini
e passò sopra la testa di adulti e bambini. 

Un giorno, mentre sorvolava un parco, 
il vento rallentò,
e la foglia danzando,
lentamente si posò.

Atterrò su un prato morbido e fiorito 
tra gli scivoli e le altalene, 
circondata dalle risate dei bambini 
e dalle loro cantilene.  

Un bambino distrattamente la calpestò
e per giorni e giorni nessuno la notò. 

Arrivò la pioggia e la bagnò, 
poi spuntò il sole e l’asciugò.

Una lumaca la attraversò tutta
lasciando una lunga scia,
ne assaggiò un pezzetto 
e lentamente se ne andò via.

Uno scoiattolo la prese in bocca 
per portarla nel suo nido 
ma la lasciò cadere spaventato
da un bambino e dal suo grido. 

Una farfalla le si posò sopra
solamente per un istante 
e subito riprese il volo 
leggiadra ed elegante.

Una mattina, quasi per caso,
una bambina la notò, 
la sollevò con attenzione 
e incuriosita la osservò:

Era verde, gialla e un po’ marrone 
con delle sfumature di arancione!

Era sottile, leggera, ondulata 
e leggermente accartocciata… 

Era un po’ rinsecchita, quasi croccante 
e aveva graffi, fori e un pezzo mancante! 

Aveva persino una striscia di bava
che esposta al sole… luccicava! 

La osservò in controluce
e ne scoprì le venature,
Poi la annusò, la accarezzò
e immaginò le sue avventure! 

Col picciolo tra le dita la girò, la rigirò,
e la sventolò come una bandiera, 
poi la lanciò in aria e ammirò 
la sua discesa delicata e leggera.

Ma mentre volteggiava
soavemente verso il suolo
una ventata la sollevò… 
E la foglia ricominciò il suo volo! 

C’è chi la vide, poco più in là,
capriolare giù da un tetto,
e chi la rastrellò sovrappensiero 
mentre puliva il suo vialetto.

Per un’ape in un ruscello 
fu una scialuppa di salvataggio 
e, nel bosco, fu un ombrello 
per un piccolo scarafaggio. 

Un nuovo incontro, un nuovo paesaggio
ad ogni volo e ad ogni atterraggio!
Continuò così il lungo viaggio 
della piccola foglia di faggio…

libro e videolettura coming soon :)
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<![CDATA[Una nuova storia in rima per grandi e piccini <3]]>Wed, 07 Apr 2021 11:25:03 GMThttp://italiamo.us/blog/una-nuova-storia-in-rima-per-grandi-e-piccini-lt3SCARTI D’ARTISTA 
di Idilia Copertino 


C’era una volta un giovane artista
un po’ ostinato e perfezionista 
che dipingeva con l’intenzione
di creare “la perfezione”. 

Ma ogni nuova pennellata 
gli sembrava inadeguata, 
troppo chiara, o troppo scura, 
e finiva nella spazzatura!

E più lui si intestardiva 
più il cestino si riempiva,
finché un giorno si stancò
e buttò tutto dall’oblò! 

La bambina dei vicini,
che giocava sui gradini,
vide il cielo farsi pieno
di frammenti di arcobaleno!

Corse in strada affascinata 
da quella pioggia colorata 
e radunò con ammirazione 
quella strana collezione.

Studiò ogni tono ed ogni tinta 
e fu subito convinta: 
quelle macchie, quei colori 
erano dei capolavori!  

In quelle strane pennellate
dalle forme inaspettate
si nascondevano figure 
dalle mille sfumature:

vedeva un cane con un cappello, 
una nuvola con sopra un castello, 
vedeva fiori, farfalle e leoni 
e creature che non hanno nomi. 

Erano immagini sorprendenti,
originali e divertenti,
erano piene di potenzialità... 
Ma erano finite solo a metà! 

Allora prese i suoi pastelli,
le matite e i pennarelli,
e con dedizione e un po’ di ingegno 
ogni macchia... diventò un disegno!

Soddisfatta e piena di orgoglio 
la piccola artista firmò ogni foglio 
e riportò i disegni, ora compiuti,
dove li aveva “ricevuti”.

Li affisse ai muri e alle panchine 
alle porte e alle vetrine,
e ogni lampione, ogni recinto 
fu impreziosito con un dipinto!

In poche ore tutto il quartiere, 
incuriosito, accorse a vedere, 
e anche i passanti più distratti 
rimanevano stupefatti:

c’era chi ne lodava la semplicità, 
chi ne descriveva la complessità, 
chi ne ammirava la creatività, 
e chi ne apprezzava l’ingenuità! 

Un osservatore, però, restò impietrito,
e si guardò intorno sbalordito…
Finché, tra le lacrime, all’improvviso
sul suo viso sbocciò un sorriso! 

La bambina lo riconobbe da lontano, 
si avvicinò e lo prese per mano, 
poi gli narrò per filo e per segno 
il significato di ogni disegno.

E mentre la gente stava a guardare 
gli porse una penna e lo invitò a firmare
le opere d’arte che erano nate
dalle sue pennellate “inadeguate”.

L’artista firmò con commozione 
e scoprì la bellezza dell’imperfezione, 
Non vedeva più tutti i difetti...
Ma solo i loro CAPOLAVORI IMPERFETTI! 


Libro e videolettura in preparazione <3
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<![CDATA[UN COSTUME IMPROVVISATO - Videolettura con Topo KIKI! :)]]>Mon, 15 Feb 2021 18:03:40 GMThttp://italiamo.us/blog/un-costume-improvvisato-videolettura-con-topo-kiki
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<![CDATA[Una nuova poesia per carnevale - UN COSTUME IMPROVVISATO di Idilia Copertino]]>Mon, 15 Feb 2021 18:02:27 GMThttp://italiamo.us/blog/una-nuova-poesia-per-carnevale-un-costume-improvvisatodi-idilia-copertino
UN COSTUME IMPROVVISATO
di Idilia Copertino 

Anche quest’anno è arrivato carnevale 
e ci sarà una sfilata trionfale 
per sfoggiare i costumi più raffinati 
più originali e ricercati.

A casa mia sono tutti orgogliosi 
dei loro costumi fantasiosi:

Mio fratello sceglie sempre un animale 
e questa volta vuole essere… UN MAIALE!

Mia sorella è una vera buongustaia 
e oggi si è vestita da… GELATAIA! 

Mio padre ha perso una scommessa 
e quest’anno sarà… UNA PRINCIPESSA! 

Mamma ogni giorno è un’insegnante
ma a carnevale diventa… UN ELEFANTE! 

E poi ci sono io… tra tutti il più creativo: 
potrei essere un pilota, un cavallo od un olivo!

Sono un vero visionario...
Il mio unico problema è che sono un… RITARDATARIO! 

La sfilata è già all’avvio 
ed io sono… ANCORA IO! 

Non c’è più tempo per pensare,
è il momento di improvvisare!

In ogni stanza c’è un tesoro: 
In cucina trovo un po’ d’ALLORO,

Mamma mi presta una grande SPILLA 
tutta d’oro, che scintilla!

Papà mi dà la sua MAGLIETTA 
Che di taglia mi va… perfetta! 

Da mia sorella ricevo dei SANDALI dorati…
Sembrano quelli degli antichi soldati!

Allora corro a prendere un ASCIUGAMANO...
E così divento… UN IMPERATORE ROMANO!! 

Evviva carnevale!! 

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<![CDATA[Una nuova poesia - L’APPELLO DI PEPÈ di Idilia Copertino]]>Mon, 15 Feb 2021 18:01:40 GMThttp://italiamo.us/blog/una-nuova-poesia-lappello-di-pepe-di-idilia-copertinoL’APPELLO DI PEPÈ 
di Idilia Copertino 


Salve a tutti, mi presento:
Sono Pepè… il Malcontento! 
(Scritto P E P E, ma con l'accento,
non sono mica il condimento!)
Ora spiego con chiarezza 
il perché dell’ amarezza:
sono il secondo di cinque fratelli
tutti uguali, quasi gemelli.
Stessa consonante ripetuta, 
quella P sorda ma non muta,  
stesso accento tronco e finale 
che porta veloce all’ultima vocale,
e anche la vocale, come vedrete,
due volte per ognuno si ripete!
I miei fratelli li conoscete già:
sono Pupù, Popò, Pipì e Papà. 
La differenza tra loro e me 
è solo la vocale E!
Tra le vocali è la più bella 
eppure a me ha portato iella…
Da neonato fui ignorato,
trascurato, sottovalutato,
e praticamente dimenticato, 
e ancor oggi sono disoccupato.
I miei fratelli, più fortunati, 
sono famosi ed apprezzati
specialmente tra i piccini 
ed i loro... bisognini ;) 
Senza arrivare ai livelli di Papà,
vorrei anch’io un po’ di notorietà!
Mi basterebbe un significato piccolino,
magari il sorriso birichino di un bambino... 
E la mamma stringendolo a se’
direbbe felice “Che bel pepè!” 

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<![CDATA[IL PUNTO FIERO E INDIPENDENTE - una nuova poesia :)]]>Mon, 12 Oct 2020 22:25:43 GMThttp://italiamo.us/blog/il-punto-fiero-e-indipendente-una-nuova-poesiadi 
​Idilia Copertino

Un giorno su una pagina bianca 
Arrivò un punto indipendente e fiero,
Ammirò il suo regno compiaciuto 
E si apprestò ad esplorare il foglio intero.

Essendo perfettamente rotondo, 
Cominciò subito a rotolare.
Si sentiva completamente libero 
E iniziò persino a saltare! 

Il primo giorno saltò senza sosta 
Fino all’angolo in alto a destra, 
Poi si tuffò in basso, rotolò a sinistra 
E fece della pagina la sua palestra.

Il secondo giorno scalò la pagina 
Sul margine sinistro verticale, 
Arrivò in cima e si lanciò veloce
Verso l’angolo destro in diagonale. 

Il terzo giorno andò a zig zag 
Esplorando senza meta, 
Poi si fermò, si guardò intorno 
E la palestra gli sembrò incompleta.

Il quarto giorno non si mosse
E rimase nel centro a ponderare
“Ho tutto lo spazio che voglio...
Ma nessuno con cui parlare…” 

Il quinto giorno si sentì perso 
Su quel grande foglio bianco 
E invece di rotolare
Si trascinava stanco.

Il sesto giorno andò ancora peggio 
Perché si accorse improvvisamente
Che di tutte le sue avventure 
Non era rimasto niente! 

Si trascinò fino sul ciglio 
E rimase ad osservare, 
Poi gridò a squarciagola:
“Su questo foglio che ci sto a fare!?” 

La risposta del silenzio 
Fu atroce ed inclemente 
Sentì il vuoto fuori e dentro 
E si accasciò piangente. 

Centinaia di altri punti 
Dalle pagine lì accanto 
Udirono l’afflitto
E accorsero al suo pianto. 

Arrivarono da ogni direzione 
E circondarono l’affranto.
E il più curioso chiese:
“Che cos’è che ti rattrista tanto?”

Il punto, prima di rispondere, 
Si guardò intorno sbalordito 
E si accorse che il dolore 
Si era magicamente alleggerito.

“Sento il vuoto dentro e fuori” 
Rispose il punto titubante
“Non ho uno scopo su questo foglio 
Sono un punto insignificante!”

“Ti senti vuoto perché sei solo,”
Risposero i punti con gran vociare 
“Non hai un punto di riferimento,
Non hai un amico con cui scherzare! 

“Siamo tutti irrilevanti 
Se esistiamo solo per noi stessi!
Noi punti siamo fatti 
Per essere connessi!”

“Connessi?” Domandò il punto
“Congiunti,” spiegarono loro,
“Interdipendenti, correlati,
Uniti!” Conclusero in coro.

E mentre quelle parole seducenti 
Echeggiavano nella sua mente 
i punti si avvicinarono 
E si unirono elegantemente.

Una lunga linea uniforme 
Si spiegava ora davanti ai suoi occhi 
Dando vita a forme sinuose,
Stelle, fiori, poligoni e fiocchi.

Il punto osservò incantato 
Quelle figure strabilianti, 
E cominciò a bramare 
Di potersi unire ai tanti.

Quasi senza pensarci, 
Iniziò a rotolare, 
Poi ruzzolò, saltò 
E sentì la gioia aumentare. 

Quando fu vicino 
La linea si aprì un po’ 
E senza esitazione 
Il punto si tuffò! 

Divenne parte di qualcosa 
Più grande di se stesso 
E provò l’euforia pura
Dell’essere connesso.

Al punto fiero piace ancora 
Scoprire ed esplorare 
Ma adesso ha degli amici 
dai quali ritornare. 

Mai più si sentì vuoto, 
Solo o insignificante 
Perché ora ha una famiglia 
Per la quale lui è importante.

Fine  

Animated short and activities coming soon ;) 
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<![CDATA[Thoughts on lesson planning #1]]>Sun, 07 Jun 2020 23:20:36 GMThttp://italiamo.us/blog/thoughts-on-lesson-planning-1As part of a professional development class on language teaching every week I have to reflect on a lesson planning topic. Here are some of the discussion prompts and my personal take on them:

Which of the six events in Robert Gagne’s instructional design theory resonated the most with you? Why?

ATTENTION, ATTENTION, ATTENTION!
I have been teaching for many years and I’ve recently realized that my favorite part of this job is actually lesson planning! 
Being a very imaginative and creative person I love planning each activity picturing/envisioning the students expectations, needs, reactions and their possible doubts and questions and creating materials and activities that will help them discover the language. 
I enjoy each of the events in Gagne’s Instructional Design Theory for different reasons however I find that I do use them in a fluid way: for example, since I use a very inductive teaching style, I rarely present the content “frontally”, instead I give the students input and then I guide them through a series of activities specifically tailored to help them discover the language rule or structure → the students are the ones analyzing and stating the rule and I am just a helper and a guide in the process,  I also stimulate prior recall of instruction throughout the lesson, every time either the structure we are working on or the transactional language we use in class allows it or requires it.   
With that said, as a communicative teacher with an affective-humanistic heart and a cognitive brain ;), the event that resonates with me the most is GAINING, to which I add MAINTAINING, STUDENT’S ATTENTION. 
Attention is the “door” to students’ brain: when they are paying attention the door is open, information is actively processed and understood and learning happens, when they are not the door is closed and learning and acquisition cannot take place.
My work with very young children taught me a lot about PASSIVE [or involuntary] and ACTIVE [or voluntary] attention. The first one is an instinctive reaction we have in response to “noticeable” stimuli in our environment (imagine for example what happens when we hear a sudden loud noise - we startle and instinctively we “give” all of our attention to that event), the second is a complex, voluntary cognitive process which requires mental effort and is sustained by wants and needs. 
When I teach very young learners I can rely very little (if at all) on voluntary attention and so I use puppets, colorful materials, songs, games and movement to gain and maintain their involuntary attention. They pay attention not because they decide to do it, or because they want a good grade or because they’re thinking that learning a language will help them as adults in the workforce, they pay attention because what I am doing is grabbing their attention, it’s fun and exciting and they are happy to participate and follow my lead in the activities., and if an activity is not “working” they immediately “let me know” by getting distracted and withdrawing their participation! 
Adult students, on the other hand,  have a highly developed “voluntary attention muscle” and usually have some kind of intrinsic or extrinsic motivation for learning a language (from school to work to simple curiosity) which helps sustain their active motivation for prolonged periods of time; that means that, as adults, we are able with the right amount of effort to pay attention through painfully boring lessons or incredibly dry essays because we consciously recognize that what we will learn will satisfy our needs or wants. But why make learning such an effortFULL and painful activity for our students?! 
Even in the case of adults learners engaging their involuntary motivation is the secret to making the learning process easier and much more pleasant. I always try to stimulate my adults students’ senses with age appropriate songs, images, games etc. throughout the lesson to gain and maintain their attention for the entire time.
Engaging the students’ involuntary attention is like transforming a boring essay into a spellbinding 3D movie, the students will learn without realizing it and almost effortLESSLY ;)
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<![CDATA[Una nuova poesia :)]]>Thu, 04 Jun 2020 20:19:35 GMThttp://italiamo.us/blog/una-nuova-poesiaCERCASI SIGNIFICATI 
di Idilia Copertino
Mi chiamo Fole! 
Ed io son Crato! 
Siamo parole 
Senza significato. 
Non siamo sole 
Ce ne son tanti 
Di significanti 
insignificanti! 
Abbiam vocali
E consonanti, 
Dalle nasali
Alle vibranti.
Siamo cordiali 
Ed eloquenti,
Intraprendenti
E diligenti, 
Abbiam grafemi 
Fonemi e accenti
Ma siamo scemi
Di referenti!
Ci son lessemi
Esasperati 
Dagli svariati 
Significati:
Albero e Penna 
Sono oberati,  
Banco e Piano 
Son disperati! 
Chiediamo allora agli accademici 
Di aiutare i polisemici: 
Distribuite i significati 
Ai lemmi meno fortunati! 
Accordate loro l’agognato ristoro 
Delegando a noi l’anelato lavoro! 
Esiston poi dei contenuti 
Essenzialmente sconosciuti, 
La loro essenza è agonizzante 
Perché non hanno un significante! 
Diventan quindi impercettibili 
Ai sensi umani, notoriamente fallibili, 
E manca quindi l’esperienza 
Che conduce a conoscenza. 
Per salvarli dall'estinzione 
O dalla crisi esistenziale 
Proponiamo l’istituzione 
Dell’adozione lessicale: 
Soddisfacente il lor bisogno 
Di trovare segni e suoni, 
E realizzante il nostro sogno 
Di possedere delle accezioni. 
Considerateci la soluzione 
Ad ogni vostra preoccupazione!
Accessibili e comprensibili,
Siamo sempre disponibili 
Ad aiutare con gli omonimi, 
Ad adottare concetti anonimi 
E persin a diventar sinonimi! 

Cordiali saluti, 
Fole, Crato, Bignole, Monnato, Bammo, Sintato, Zagrammo, Zolote, Netirammo, Mote, Briafo, Scicote, Sentiafo, Artire, Moldiafo, Cetrire, Issela, Imbremire, Gramela, Nichiosa, Dighela, Inciosa, Silinia, Purrosa, Gioltinia, Verbella, Grappinia, Chiscella, Ficerno, Rotognella, Silterno, Fangiare Quiterno, Cloiare, Butrina, Nusciare, Vortina…

Una poesia umoristica per chi la lingua la vede ;) 
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<![CDATA[Thoughts on teaching methods and approaches #4]]>Sat, 23 May 2020 22:20:31 GMThttp://italiamo.us/blog/thoughts-on-teaching-methods-and-approaches-4As part of a professional development class on language teaching every week I have to reflect on two language teaching methods. Here are some of the discussion prompts and my personal take on them:

COMPREHENSION APPROACH VS COMMUNICATIVE APPROACH

A new hybrid mythological creature: THE MODERN LANGUAGE TEACHER!

- 10:30am - the bell rings - students exit the classroom defeated after a particularly challenging calculus (or philosophy, or chemistry lol) lesson and flood the hallway while one sentence echoes among them: “I thought the prof. was speaking a different language! I didn’t understand anything!
How many times have we heard or uttered this statement ourselves? We literally use the experience of being exposed to a foreign language as the paradigm, the epitome of the disheartening frustration we feel when we don’t understand something! 
But that epitome disintegrates with the COMPREHENSION approach, where students are exposed to the target language exclusively, but every word and every sentence of it are made perfectly understandable through the careful use of visual aids and physical actions.
Such approach allows students to ACTIVELY UNDERSTAND meaning: when for example we take part in a TPR lesson all our senses are engaged in the search for meaning: we look for visual, auditory and even tactile clues in an incredibly active process of discovery.
Contrarily, if the teacher were to reveal the meaning of the foreign utterance directly (for example by saying the translation immediately after the foreign sentence), the students would get to KNOW the meaning PASSIVELY without engaging all the cognitive skills and processes that characterize the understanding process and which are so favorable to memorization and real acquisition of the subject.
As Albert Einstein intelligently put it : Any fool can know. The point is to understand!’
Although my teaching philosophy doesn’t completely align with the Comprehension approach I fully believe in the effectiveness of an active process of discovery and understanding, and having taught children for many years it has become second nature for me to mime and use physical actions, body language and visual aids of all kinds (realia, flashcards etc.) to help my students understand the meaning of my words both in full-immersion and bilingual classes and I rarely have to resort to the students’ mother tongue to explain meaning; however I have come across students who are so used to a more passive lesson environment that they seem unable to connect the many visual, auditory and tactile clues to the spoken language (usually if that happens in group classes I’ll have the whole class translate out loud for the benefit of the students who are struggling to understand, because Il piacere più nobile è la gioia della comprensione!” - The most noble of pleasures is the joy of understanding!" -Leonardo Da Vinci).
The comprehension approach focus on imitating the “natural language learning experience” and the idea of the Silent Period reveal some influences from both the DIRECT approach and the AFFECTIVE-HUMANISTIC approach respectively; however, differently from these two predecessors, the COMPREHENSION approach de-emphasizes the productive skills (writing and speaking) and emphasizes the receptive ones (reading and especially listening) at least at the beginning of the learning process. 
Conversely the COMMUNICATIVE approach aims at a balanced development of all language skills in a context of MEANINGFUL COMMUNICATION. 
Creating meaningful communication in the classroom  requires that the students use and create language for a meaningful purpose (for example  to obtain information from their classmates), and in order to achieve this goal this approach learns and borrows from many previous language pedagogy approaches, for example the information gap technique and the use of authentic materials were introduced by the direct approach while the role-play/role-making activities are typical of the affective-humanistic methods. 
With the wide-ranging goal of “meaningful communication to connect people and cultures”, which basically coincides with the purpose of language itself (! :) , there is very little that cannot be encompassed in the big umbrella of the COMMUNICATIVE approach and very few teachers who don’t at least partially adopt it as a starting point for their teaching philosophy. 
I, like many modern teachers, love to mix and match my techniques according to the setting, topic and students, and I see myself as a communicative teacher with an affective-humanistic heart, a cognitive brain and a comprehension body! 
Manticore and Minotaur step aside! There is a new hybrid mythological creature in town: the MODERN LANGUAGE TEACHER!
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