di
Idilia Copertino
Un giorno su una pagina bianca
Arrivò un punto indipendente e fiero,
Ammirò il suo regno compiaciuto
E si apprestò ad esplorare il foglio intero.
Essendo perfettamente rotondo,
Cominciò subito a rotolare.
Si sentiva completamente libero
E iniziò persino a saltare!
Il primo giorno saltò senza sosta
Fino all’angolo in alto a destra,
Poi si tuffò in basso, rotolò a sinistra
E fece della pagina la sua palestra.
Il secondo giorno scalò la pagina
Sul margine sinistro verticale,
Arrivò in cima e si lanciò veloce
Verso l’angolo destro in diagonale.
Il terzo giorno andò a zig zag
Esplorando senza meta,
Poi si fermò, si guardò intorno
E la palestra gli sembrò incompleta.
Il quarto giorno non si mosse
E rimase nel centro a ponderare
“Ho tutto lo spazio che voglio...
Ma nessuno con cui parlare…”
Il quinto giorno si sentì perso
Su quel grande foglio bianco
E invece di rotolare
Si trascinava stanco.
Il sesto giorno andò ancora peggio
Perché si accorse improvvisamente
Che di tutte le sue avventure
Non era rimasto niente!
Si trascinò fino sul ciglio
E rimase ad osservare,
Poi gridò a squarciagola:
“Su questo foglio che ci sto a fare!?”
La risposta del silenzio
Fu atroce ed inclemente
Sentì il vuoto fuori e dentro
E si accasciò piangente.
Centinaia di altri punti
Dalle pagine lì accanto
Udirono l’afflitto
E accorsero al suo pianto.
Arrivarono da ogni direzione
E circondarono l’affranto.
E il più curioso chiese:
“Che cos’è che ti rattrista tanto?”
Il punto, prima di rispondere,
Si guardò intorno sbalordito
E si accorse che il dolore
Si era magicamente alleggerito.
“Sento il vuoto dentro e fuori”
Rispose il punto titubante
“Non ho uno scopo su questo foglio
Sono un punto insignificante!”
“Ti senti vuoto perché sei solo,”
Risposero i punti con gran vociare
“Non hai un punto di riferimento,
Non hai un amico con cui scherzare!
“Siamo tutti irrilevanti
Se esistiamo solo per noi stessi!
Noi punti siamo fatti
Per essere connessi!”
“Connessi?” Domandò il punto
“Congiunti,” spiegarono loro,
“Interdipendenti, correlati,
Uniti!” Conclusero in coro.
E mentre quelle parole seducenti
Echeggiavano nella sua mente
i punti si avvicinarono
E si unirono elegantemente.
Una lunga linea uniforme
Si spiegava ora davanti ai suoi occhi
Dando vita a forme sinuose,
Stelle, fiori, poligoni e fiocchi.
Il punto osservò incantato
Quelle figure strabilianti,
E cominciò a bramare
Di potersi unire ai tanti.
Quasi senza pensarci,
Iniziò a rotolare,
Poi ruzzolò, saltò
E sentì la gioia aumentare.
Quando fu vicino
La linea si aprì un po’
E senza esitazione
Il punto si tuffò!
Divenne parte di qualcosa
Più grande di se stesso
E provò l’euforia pura
Dell’essere connesso.
Al punto fiero piace ancora
Scoprire ed esplorare
Ma adesso ha degli amici
dai quali ritornare.
Mai più si sentì vuoto,
Solo o insignificante
Perché ora ha una famiglia
Per la quale lui è importante.
Fine
Idilia Copertino
Un giorno su una pagina bianca
Arrivò un punto indipendente e fiero,
Ammirò il suo regno compiaciuto
E si apprestò ad esplorare il foglio intero.
Essendo perfettamente rotondo,
Cominciò subito a rotolare.
Si sentiva completamente libero
E iniziò persino a saltare!
Il primo giorno saltò senza sosta
Fino all’angolo in alto a destra,
Poi si tuffò in basso, rotolò a sinistra
E fece della pagina la sua palestra.
Il secondo giorno scalò la pagina
Sul margine sinistro verticale,
Arrivò in cima e si lanciò veloce
Verso l’angolo destro in diagonale.
Il terzo giorno andò a zig zag
Esplorando senza meta,
Poi si fermò, si guardò intorno
E la palestra gli sembrò incompleta.
Il quarto giorno non si mosse
E rimase nel centro a ponderare
“Ho tutto lo spazio che voglio...
Ma nessuno con cui parlare…”
Il quinto giorno si sentì perso
Su quel grande foglio bianco
E invece di rotolare
Si trascinava stanco.
Il sesto giorno andò ancora peggio
Perché si accorse improvvisamente
Che di tutte le sue avventure
Non era rimasto niente!
Si trascinò fino sul ciglio
E rimase ad osservare,
Poi gridò a squarciagola:
“Su questo foglio che ci sto a fare!?”
La risposta del silenzio
Fu atroce ed inclemente
Sentì il vuoto fuori e dentro
E si accasciò piangente.
Centinaia di altri punti
Dalle pagine lì accanto
Udirono l’afflitto
E accorsero al suo pianto.
Arrivarono da ogni direzione
E circondarono l’affranto.
E il più curioso chiese:
“Che cos’è che ti rattrista tanto?”
Il punto, prima di rispondere,
Si guardò intorno sbalordito
E si accorse che il dolore
Si era magicamente alleggerito.
“Sento il vuoto dentro e fuori”
Rispose il punto titubante
“Non ho uno scopo su questo foglio
Sono un punto insignificante!”
“Ti senti vuoto perché sei solo,”
Risposero i punti con gran vociare
“Non hai un punto di riferimento,
Non hai un amico con cui scherzare!
“Siamo tutti irrilevanti
Se esistiamo solo per noi stessi!
Noi punti siamo fatti
Per essere connessi!”
“Connessi?” Domandò il punto
“Congiunti,” spiegarono loro,
“Interdipendenti, correlati,
Uniti!” Conclusero in coro.
E mentre quelle parole seducenti
Echeggiavano nella sua mente
i punti si avvicinarono
E si unirono elegantemente.
Una lunga linea uniforme
Si spiegava ora davanti ai suoi occhi
Dando vita a forme sinuose,
Stelle, fiori, poligoni e fiocchi.
Il punto osservò incantato
Quelle figure strabilianti,
E cominciò a bramare
Di potersi unire ai tanti.
Quasi senza pensarci,
Iniziò a rotolare,
Poi ruzzolò, saltò
E sentì la gioia aumentare.
Quando fu vicino
La linea si aprì un po’
E senza esitazione
Il punto si tuffò!
Divenne parte di qualcosa
Più grande di se stesso
E provò l’euforia pura
Dell’essere connesso.
Al punto fiero piace ancora
Scoprire ed esplorare
Ma adesso ha degli amici
dai quali ritornare.
Mai più si sentì vuoto,
Solo o insignificante
Perché ora ha una famiglia
Per la quale lui è importante.
Fine
Animated short and activities coming soon ;)